Il ritardo e la pazienza

 

il ritardo e la pazienza - foto by Elisa, 2013

 

Le avventure per le strade di Betlemme iniziano la mattina presto. Se si ha l’idea che la sveglia in Medioriente la dia il Muezzin o il galletto di una comunità palestinese rurale ci si sbaglia di grosso. La sveglia mattutina a Betlemme la danno i clacson delle auto e dei taxi. I taxi sono numerosissimi e costantemente frullano da una parte all’altra della città in quanto costano poco e agli arabi non sembra interessare camminare per le strade della città. Di fatto, vedendomi scorrazzare in giro, essi si affrettano ad accostare chiedendo se ho bisogno. Ci sono due tipologie di taxi: quelli urbani che dovrebbero chiederti 3 shequel e quelli speciali che chiedono almeno 15 shequel e ti possono portare anche al di fuori dei confini cittadini. La differenza tra i due si può notare dal colore del muso del taxi che è di colore nero per quelli urbani e tutto giallo per quelli speciali.

Un'altra questione pertinente ai mezzi di trasporto che credo sia opportuno trattare è il ritardo. A prima vista potrebbe essere facile dedurre che gli arabi se la prendano con calma con gli appuntamenti o che siano affetti da ritardo cronico. Se ci soffermiamo più a lungo in Palestina e decidiamo di viaggiare insieme a loro, ci rendiamo conto che la verità delle cose è ben diversa. Di fatto uno dei modi migliori e più economici per muoversi in Palestina è quello di prendere un taxi in condivisione con altre persone. Questo significa che alle stazioni dei pullman spesso vi si trovano anche minivan adibiti a taxi. Ciascuno è assegnato a una destinazione e finché tutti e 10 i posti non sono pieni, il taxi non parte. Ciò significa che non si sa né quando si parte né quando si arriva. Bisogna mettersi in testa che tutto qui è swwayswway- piano piano. Il più grande insegnamento della Palestina direi che è proprio la pazienza.