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Ultras della verità

E' normale che due popoli al centro di una disfida abbiano opinioni diverse al riguardo, fino anche ad averne su quasi ogni dettaglio: sono coinvolti non solo materialmente, ma anche psicologicamente.

E' qui che potremmo entrare noi, esterni al conflitto. Noi non abitiamo in quelle zone, nella maggior parte dei casi non passiamo più di qualche settimana o qualche mese alla volta in quell'area. Abbiamo il lusso di poter accedere a fonti e studi provenienti da entrambe le parti, e da altri organismi ad esse esterni. Insomma, in teoria avremmo tutte le carte in tavola per guardare ai fatti in questo modo:

 

 

Potremmo cioè affrontare la questione quasi come dei novelli Sherlock Holmes, attenti e analitici osservatori che discutono con calma e pacatezza mentre ragionano su quali siano le cause e quale la soluzione migliore.

Noi però non siamo così.

Almeno nella maggior parte dei casi, non siamo così. Nell'affrontare il conflitto israelo-palestinese anche noi esterni molto spesso siamo questo:

 

 

Noi siamo tifosi, ultras dell'una o dell'altra parte, pronti a difendere a spada tratta l'operato dell'uno o dell'altro, a giustificarne gli errori perché “l'altro ha fatto peggio” e in generale portando a supporto dati e ragionamenti che ci paiono incontrovertibili, ignorando però quelli di segno opposto, che consideriamo inesorabilmente di nullo valore. E tutto questo lo facciamo con forza, esprimendolo con rabbia e magari a voce sempre più alta, increduli che altri non riescano a pensarla come noi.

Provate ad esempio a guardare su un sito di un quotidiano di informazione generale, come quello del Corriere della Sera, o di Repubblica, o della Stampa, o di qualunque altro giornale quando pubblica un articolo sul conflitto israelo-palestinese. In particolare andate a leggere i commenti dei lettori in fondo all'articolo. Troverete parole forti, commenti duri, dichiarazioni secche e spesso piene di rabbia. E' un dialogo tra sordi, dove non si ascolta cosa dice/scrive l'altro ma si insiste, a lungo, sul come le proprie prove siano le uniche corrette e quelle opposte assolutamente inutili. Nessuno ascolta, e poiché le cose non vengono recepite dall'altra “parte” (a questo punto, perché dovrebbero?) il dialogo diventa solo una gara a chi urla di più. E quando si urla, si perde il significato di ciò che diciamo...

Tutti siamo convinti di conoscere la verità. Essa è dalla nostra parte e noi la proclamiamo sicuri di avere la chiave di tutto in mano nostra, di esserne depositari. La verità...

Non ci accorgiamo invece che in Medio Oriente, e ancora di più per quanto riguarda il conflitto israelo-palestinese, la verità è una lama a triplo taglio.

Perché a triplo taglio? Di solito si dice “moneta a due facce” o “lama a doppio taglio”... che significa?

Per quanto ho avuto modo di vedere in questi anni, in questo conflitto esistono

la verità israeliana, un taglio che fa male ai Palestinesi

la verità palestinese, un taglio che fa male agli Israeliani

(e noi, quando ci comportiamo da tifosi, spesso tendiamo ad adeguarci a uno di questi tagli)

e poi esiste LA verità, il taglio che fa male a entrambi, perché nella mia esperienza non è mai solo dell'uno o solo dell'altro e racchiude realtà dolorose da accettare per entrambi. Forse a volte è più spostata verso una parte e a volte verso l'altra, ma è bene non illudersi che essa stia solo e unicamente da un lato.

Voglio rassicurarvi subito: non sono certo io ad avere la “vera verità” in tasca! Assolutamente no! Non pretendo di conoscerla e anzi, nonostante affronti questi argomenti quasi ogni giorno e continui a cercare di approfondirli, sento di essere ancora lontano dal coglierla appieno.

Del resto, proprio per questo non ho mai avuto alcuna intenzione di parlarvi di “verità” qui in questo blog e infatti non lo farò. Se vi aspettavate questo, temo rimarrete delusi, perdonatemi.

Ma allora, vi chiederete, di che cosa parliamo??

Beh, che ne dite di parlare di frutta? In particolare... di arance?

Lorenzo - Short Bio

Lorenzo, appassionato di storia militare e wargames fin da bambino, scrivo di Medio Oriente, NATO, Affari Militari e Sicurezza Energetica per il Caffè Geopolitico, dove sono Senior Analyst e Responsabile Scientifico, cercando di spiegare che non si tratta solo di giocare con i soldatini. Sognando (per scherzo... ma non troppo...) di diventare un giorno Alto Commissario per gli Affari Esteri dell'UE, collaboro con e sono membro di Wikistrat, network di analisti internazionali impegnato a svolgere simulazioni di geopolitica e relazioni internazionali per governi esteri, nella speranza prima o poi imparino a gestire meglio quello che succede nel mondo.

Racconti On The Bridge

"On the Bridge", ovvero il blog di alcuni "corrispondenti" speciali del Ponte impegnati in esperienze di studio, ricerca, collaborazione in Terra Santa

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